🔥Capire la geometria del telaio (senza diventare ingegneri)

La geometria di un telaio determina come stai in sella, come la bici si guida e quanto a lungo riesci a spingere forte. Non è marketing: due telai esteticamente simili possono essere completamente diversi una volta pedalati.

Questa sezione serve a darti gli strumenti base per:

  • leggere una tabella geometrie
  • capire cosa guardare davvero
  • evitare scelte sbagliate “copiate dai pro”

Le misure più importanti (quelle che contano davvero)


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1. Reach

È la distanza orizzontale tra movimento centrale e tubo sterzo.

  • Reach lungo → posizione più distesa, più aero
  • Reach corto → posizione più compatta, più gestibile

È una delle misure più importanti in assoluto, molto più della “taglia” dichiarata.

RUOLO DELL'ATTACCO MANUBRIO

Reach del telaio ≠ reach totale

Il reach dichiarato del telaio non è il reach finale della posizione in sella.
Il reach reale dipende da:

  • reach del telaio
  • lunghezza dell’attacco manubrio
  • forma del manubrio (reach del manubrio)

È l’insieme di questi elementi che determina quanto sei allungato.

Come usare l’attacco manubrio per “correggere” il telaio

In linea generale:

  • Telaio con reach lungo
    → attacco più corto (es. 90–100 mm)
  • Telaio con reach corto
    → attacco più lungo (110–120 mm)

Questa è una regola pratica, non una legge fisica, ma funziona nella maggior parte dei casi.


2. Stack

È l’altezza del tubo sterzo rispetto al movimento centrale.

  • Stack basso → posizione aggressiva, carico su mani e schiena
  • Stack alto → posizione più comoda e sostenibile

Stack e reach vanno sempre letti insieme.


2.1 Rapporto stack to reach

Il rapporto tra stack e reach (S/R) che determina quanto la posizione è alta o distesa.

In pratica:

  • più stack a parità di reach → posizione più comoda
  • meno stack a parità di reach → posizione più aggressiva

Race aggressivo: S/R = 1,28 – 1,34

  • posizione molto bassa davanti
  • richiede alta flessibilità
  • tipico assetto pro / cronoman

Race moderno “gestibile”: S/R = 1,35 – 1,40

  • equilibrio tra aero e comfort
  • adatto a molti amatori allenati

All-road / endurance sportivo: S/R = 1,41 – 1,47

  • posizione sostenibile
  • meno carico su schiena e cervicale

Endurance puro: S/R = 1,48 – 1,55

  • posizione eretta
  • pensato per lunghe distanze e comfort

UN ESEMPIO REALE

Valori indicativi per una taglia M (servono per confrontare i telai, non per scegliere “al millimetro”).

Endurance

  • Stack: 560–590 mm
  • Reach: 365–380 mm
  • Rapporto: stack alto / reach corto
    → posizione eretta, sostenibile

Race moderno “gestibile”

  • Stack: 535–555 mm
  • Reach: 380–395 mm
  • Rapporto: bilanciato
    → performance senza essere estremi

Race aggressivo

  • Stack: 510–535 mm
  • Reach: 395–410 mm
  • Rapporto: stack basso / reach lungo
    → solo se molto flessibili

Come scegliere in base al fisico (numeri)

Poco flessibile

  • Stack ≥ 550
  • Reach ≤ 385

Molto flessibile

  • Stack ≤ 535
  • Reach ≥ 395

Gambe lunghe / busto corto

  • Stack ≥ 545
  • Reach ≤ 380

Gambe corte / busto lungo

  • Stack ≤ 535
  • Reach ≥ 390

Braccia lunghe

  • Reach +5 / +10 mm tollerabili

Braccia corte

  • Reach –5 / –10 mm consigliati

3. Angolo del tubo sella

Indica quanto sei “avanzato” rispetto ai pedali.

  • Angolo più verticale (74–75°) → spingi più in avanti
  • Angolo più aperto (72–73°) → posizione più arretrata

Tendenza moderna: angoli sella sempre più verticali.


4. Angolo di sterzo

Influisce sulla maneggevolezza.

  • Sterzo chiuso (73–74°) → bici più reattiva
  • Sterzo aperto (71–72°) → bici più stabile

5. Lunghezza del carro posteriore

Distanza tra movimento centrale e ruota posteriore.

  • Carro corto (~405–410 mm) → bici nervosa, scattante
  • Carro lungo (>415 mm) → più comfort e stabilità

Geometrie moderne: cosa sta succedendo oggi

Negli ultimi anni le bici (sia strada che MTB) stanno diventando "Long, Low and Slack":

  • reach più lunghi
  • stack non necessariamente più bassi
  • angoli sella più verticali
  • attacchi manubrio più corti
  • angoli sterzo più aperti: anche sulle bici da corsa, per dare sicurezza in discesa a velocità elevate.

Questo permette:

  • posizione aero senza telai microscopici
  • maggiore controllo
  • più spazio per coperture larghe

Ma non è automaticamente meglio per tutti.

Pedivelle corte

Fino a poco tempo fa si pensava: pedivella lunga = più leva = più potenza.
Oggi sappiamo che la relazione non è così diretta e la tendenza moderna è accorciare le pedivelle (ad esempio da 172,5 mm a 165 mm o 160 mm).

Questa scelta riduce l’angolo di flessione di anche e ginocchia, facilita posizioni più basse davanti e rende più gestibile il drop sella–manubrio.

Vantaggi

  • Apertura dell’angolo dell’anca: con pedivelle più corte il ginocchio sale meno nel punto alto della pedalata, riducendo la compressione tra coscia e busto.
  • Respirazione e comfort: un angolo dell’anca più aperto facilita il lavoro del diaframma, soprattutto in caso di scarsa flessibilità o presenza di grasso addominale.
  • Aerodinamica: il minore sollevamento del ginocchio consente di abbassare il manubrio senza interferenze.
  • Fluidità della pedalata: la fase alta diventa meno critica e potenzialmente meno stressante per le ginocchia.

Svantaggi

  • Sensazione di leva ridotta: nei rilanci da fermo può sembrare di avere meno spinta, effetto che si compensa facilmente con rapporti leggermente più agili.
  • Periodo di adattamento: serve qualche uscita per abituarsi a una cadenza mediamente più alta.

Ha senso per un amatore?

Sì, spesso più che per un professionista. Il pro lo fa principalmente per motivi aerodinamici; l’amatore ne beneficia soprattutto in termini di comfort e salute articolare.

  • riduzione dello stress su anche e ginocchia
  • maggiore tolleranza di posizioni basse
  • possibile soluzione prima di cambiare telaio o geometria

Consiglio pratico: se sei indeciso tra due misure, scegliere la più corta è spesso la scelta più conservativa e intelligente. Passare da 172,5 mm a 165 mm può migliorare sensibilmente comfort e sostenibilità senza penalizzare la performance reale.


Copiare i professionisti: perché spesso è una pessima idea

I professionisti:

  • pedalano molto avanzati di sella
  • in passato molti usavano telai più piccoli rispetto alle tabelle standard per ottenere un avantreno basso; con le geometrie moderne (reach più lunghi e stack meglio distribuiti) la tendenza si è in parte invertita: oggi si vedono telai più grandi, attacchi corti e drop sella–manubrio molto elevati, mantenendo una posizione estremamente aero ma con maggiore controllo e stabilità.
  • stanno tante ore in posizioni estreme

Questo porta a:

  • maggiore coinvolgimento dei quadricipiti
  • posizione molto esplosiva
  • ottima resa su sforzi brevi e intensi

Controindicazione per gli amatori:

  • maggiore affaticamento dei quadricipiti
  • minore coinvolgimento della catena posteriore (glutei + femorali), che è più resistente alla fatica
  • meno sostenibilità su uscite lunghe
  • sovraccarico sulle ginocchia (può essere compensato da pedivelle più corte)

Dislivello sella-manubrio

  • Un pro può avere 12-15 cm o più di dislivello.
  • Un amatore medio, dopo un'ora con quel dislivello, inizia a soffrire di dolori cervicali o lombari se non ha una mobilità della colonna eccellente.

Quello che funziona per un pro non è ottimizzato per chi paga la bici di tasca propria.


Endurance, race, all-road: cosa cambia davvero

  • Race
    Basso stack, reach lungo, angoli aggressivi
    → performance, ma richiede flessibilità e adattamento
  • Endurance
    Stack alto, reach corto, guida stabile
    → comfort e sostenibilità
  • All-road / race gestibile
    Geometria race moderata + setup intelligente
    → compromesso spesso ideale per molti amatori

Le misure personali da cui partire (base base)

Prima ancora della bici:

  • Altezza: senza scarpe, schiena al muro.
  • Cavallo: Fondamentale. Mettiti a piedi nudi, gambe leggermente divaricate, e misura da terra fino al "pube" (usa un libro tra le gambe per simulare la sella).
  • Apertura braccia (Wingspan): Se le tue braccia sono molto più lunghe della tua altezza, potresti aver bisogno di una bici più lunga.
  • Flessibilità (schiena, anche, femorali): in piedi, gambe tese, piegati in avanti:
  • se non tocchi le punte dei piedi → flessibilità bassa (meglio stack alto e poco drop);
  • se le tocchi con le dita → flessibilità media;
  • se superi le punte e appoggi i palmi a terra → flessibilità alta (puoi gestire stack più bassi e drop elevati).
    NOTA:  la flessibilità non riguarda solo la schiena, ma anche i femorali. Se i femorali sono "corti" (legati), non riuscirai a ruotare il bacino in avanti; questo ti costringerà a curvare la zona lombare per arrivare al manubrio, causando dolore.

Altri fattori spesso ignorati:

  • peso corporeo e presenza di grasso addominale: se hai un po' di "pancia", una posizione troppo bassa (bici racing) ti impedirà di respirare bene perché le cosce premeranno sull'addome durante la pedalata. Meglio una geometria endurance.
  • eventuali problemi a schiena, cervicale, ginocchia

Due persone alte uguali possono richiedere telai molto diversi.


Biomeccanico: sì o no?

La risposta onesta è: sì, se puoi.

Le tabelle online sono un buon punto di partenza, ma siamo tutti diversi (femore lungo, braccia corte, asimmetrie). Spendere 150-200€ per una visita biomeccanica prima di comprare una bici da 3000€ è il miglior investimento che puoi fare. Ti diranno esattamente di che misure hai bisogno, evitando dolori e infortuni.

Un biomeccanico:

  • verifica mobilità reale
  • trova una posizione sostenibile
  • evita errori strutturali difficili da correggere dopo

La guida non sostituisce una visita biomeccanica, ma:

  • ti permette di capire cosa stai comprando
  • ti evita di scegliere un telaio palesemente sbagliato

Il concetto chiave da portarsi a casa

La bici giusta non è:

  • quella dei professionisti
  • quella più costosa
  • quella più estrema

Ma quella che ti permette di:

  • stare bene in sella
  • spingere forte a lungo
  • migliorare nel tempo, non solo nei primi 20 km

Capire la geometria è un investimento, esattamente come evitare il marketing.

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