Il dibattito sull'aumento delle prestazioni nel ciclismo moderno si divide spesso in due fazioni: chi attribuisce tutto alla tecnologia e chi crede che il motore umano resti l'unica variabile.

La realtà, supportata dai dati e dai test effettuati da network come GCN (Global Cycling Network) e GTN (Global Triathlon Network), è molto più complessa e rivela una gerarchia di importanza inaspettata.

Nei prossimi capitoli cercheremo di capire quanto del salto prestazionale nel ciclismo moderno è merito delle bici e quanto è merito di posizione, aerodinamica “umana”, gomme, ruote e (soprattutto) alimentazione/allenamento.

Le bici moderne ci fanno davvero andare più forte?

La risposta onesta (che il marketing non ama)

Negli ultimi anni il ciclismo sembra vivere una corsa infinita all’ultimo watt: telai sempre più “aero”, componenti esotici, prezzi che salgono più velocemente della FTP media.

La domanda però è semplice – e scomoda:

quanto dell’aumento delle prestazioni nel ciclismo moderno è davvero merito delle bici?

Spoiler: molto meno di quanto pensiamo.

Un campione vincerebbe anche con una bici di 10 anni fa?

Se parliamo di un top assoluto (tipo Pogačar), la risposta è: sì, probabilmente sì.

Non perché la tecnologia non conti, ma perché a quei livelli contano soprattutto:

  • il motore
  • la gestione dello sforzo
  • l’aerodinamica del corpo
  • la capacità di ripetere sforzi ad alta intensità

Una buona bici di 10 anni fa, con gomme moderne, posizione curata e alimentazione corretta, è ancora incredibilmente veloce.


Cosa dicono davvero i test (GCN & simili)

YouTube è pieno di test “vecchio vs nuovo”.

Per rispondere alla domanda se Tadej Pogačar vincerebbe con una bici del 2014, dobbiamo guardare i test comparativi.

Ecco i più interessanti disponibili su youtube.

  • Bici di 20 Anni Fa vs Moderna (2005 Time VXRS vs Pinarello Dogma F): In un test su un segmento di 5 km con salita, la bici moderna è risultata 19-23 secondi più veloce a parità di potenza (circa 300 watt). Estrapolando a una cronometro di un'ora, il guadagno sarebbe superiore ai 2 minuti. Le differenze? Migliori gomme, ergonomia e aerodinamica sulla moderna, anche se la vecchia bici (storica del Tour de France) offre un feeling "piantato" e leggendario.
  • Bici di 50 Anni Fa vs Moderna (1969 Replica vs Condor con Campagnolo Super Record): Su un circuito completo (inclusa salita ripida), la bici moderna ha completato il giro in 12:01 contro i 12:42 della retro (41 secondi di differenza, circa il 6% più veloce). Qui contano il peso ridotto (2,5 kg in meno), ingranaggi più versatili (24 marce vs 10) e freni a disco vs rim. La retro fatica sulle salite per rapporti duri, ma conserva un fascino storico.
  • Bici di 10 Anni Fa vs Moderna (2013 Specialized Tarmac SL3 vs 2023 Canyon Aeroad CFR): Su una salita (Clandogo Leg Shredder), la moderna è 20 secondi più veloce (5:41 vs 6:01); su un piano, 24 secondi (6:17 vs 6:41), equivalenti a ~3 km/h in più a parità di sforzo. Guadagni da aerodinamica (cavi integrati, ruote profonde), cambio elettronico e freni idraulici, anche se il telaio vecchio è leggermente più leggero.
  • Bici di 45 Anni Fa vs Moderna (1980 TI Raleigh vs 2025 Trek Madone): Su un loop piano di 10 km a ~250 watt, la moderna è 26 secondi più veloce (16:54 vs 17:30), circa 1 km/h in più. Su una salita di 1 km al 10%, solo 2 secondi di differenza (3:25 vs 3:27). La moderna vince per comfort (gomme più larghe, 28mm vs 23mm), rigidità e aerodinamica, ma il gap è minore del previsto – l'80% della performance dipende dal rider, non dalla bici.
Aldilà dei test, ecco cosa devi sapere

Pogačar vincerebbe probabilmente ancora oggi molte corse con una bici di 10 anni fa, a patto di poter utilizzare ruote, gomme e abbigliamento moderni. Il telaio, da solo, è la componente che incide meno sul tempo finale.

La bici da sola non crea miracoli.

Anche nei test in galleria del vento emerge spesso la stessa verità: gran parte dei guadagni non viene dal telaio, ma da posizione, abbigliamento e ruote.


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Il vero elefante nella stanza: l’aerodinamica del ciclista

A 40 km/h:

  • l’80% della resistenza è aerodinamica
  • e la maggior parte è il corpo, non la bici

Questo significa che:

  • una posizione sbagliata può costare decine di watt
  • un telaio super-aero non può compensare spalle larghe, testa alta e mani fuori posizione

E qui iniziamo a capire perché il marketing preferisce parlare di carbonio piuttosto che di postura.


Gomme, camere e pressioni: watt veri, subito

GCN Tech ha mostrato più volte quanto conti la resistenza al rotolamento.

In alcuni test:

  • passando da camere standard a latex o TPU
  • e usando copertoni moderni ben scelti

si parla di differenze enormi di potenza necessaria a pari velocità.

Tradotto:

cambiare gomme può farti “guadagnare” più watt
di cambiare telaio spendendo 3000 €.

Abbigliamento: l’aero più economica (e sottovalutata)

Body, maglie aderenti, calze aero, copriscarpe, casco giusto.
Test in galleria del vento (GCN, Cyclingnews e altri) mostrano che l’abbigliamento può valere decine di watt, soprattutto sopra i 40 km/h.

Ed è qui che il rapporto €/watt diventa imbarazzante per molti telai “top di gamma”.


Ruote: importanti, ma non magiche

Le ruote contano:

  • migliorano l’aerodinamica
  • aiutano la stabilità
  • rendono la bici più “facile” alle alte velocità

Ma:

  • costano molto
  • rendono davvero solo se tutto il resto è già a posto

Montare ruote da 2000 € su gomme scadenti e posizione sbagliata è uno degli errori più comuni.


La rivoluzione "invisibile": alimentazione e carboidrati

Il salto prestazionale degli ultimi 5 anni non è dovuto solo ai materiali, ma a ciò che i corridori mangiano.

  • Densità glucidica: 10 anni fa, lo standard era consumare 60-80g di carboidrati l'ora. Oggi i professionisti arrivano a 120-140g/ora.
  • Resistenza alla fatica: Questo aumento, reso possibile da miscele di maltodestrine e fruttosio in rapporto 1:0.8, permette di arrivare ai piedi dell'ultima salita dopo 200 km con le scorte di glicogeno ancora parzialmente intatte.
  • Impatto: Questo fattore incide sulla prestazione finale molto più di qualsiasi telaio aerodinamico, poiché permette di mantenere una potenza elevata nel finale di gara, dove storicamente si assisteva a un calo.

E allora perché i record su pista crollano?

Caso emblematico: inseguimento individuale.

Se vogliamo isolare l'aerodinamica, dobbiamo guardare la pista. Il record del mondo dell'Inseguimento Individuale è sceso dai 4:10 di Chris Boardman (1996, con posizione "Superman" poi vietata) ai 3:59.153 di Jonathan Milan (2024).

  • In questo scenario, dove non c'è scia e la velocità è costante sopra i 60 km/h, l'aerodinamica è tutto.
  • Il miglioramento non è dovuto a una maggiore potenza dei muscoli (i watt espressi sono simili a quelli del passato), ma a una riduzione drastica del CdA (Coefficiente di resistenza aerodinamica) ottenuto tramite cockpit strettissimi, body ultra-tecnici e caschi ottimizzati. 

Qui non possiamo dare la colpa (o il merito) ai carboidrati: lo sforzo dura ~4 minuti.

I fattori chiave sono:

  • aerodinamica estrema (posizione + tute + caschi)
  • ottimizzazione biomeccanica
  • materiali
  • protocolli di pacing

È la prova che la tecnologia conta, ma solo quando è applicata in modo sistemico, non come singolo acquisto.


La classifica onesta: cosa aumenta davvero le prestazioni

(per un amatore evoluto su strada)

Posizione in bici (fit + postura)

  • Impatto: enorme
  • Costo: medio
  • ROI: altissimo

Gomme, camere, pressioni

  • Impatto: enorme
  • Costo: basso-medio
  • ROI: altissimo

Alimentazione e gestione dello sforzo

  • Impatto: enorme (nelle uscite >1h)
  • Costo: basso
  • ROI: altissimo

Abbigliamento aero

  • Impatto: alto
  • Costo: medio
  • ROI: molto buono

Ruote

  • Impatto: medio-alto
  • Costo: alto
  • ROI: medio

Trasmissione ottimizzata

  • Impatto: basso-medio
  • Costo: variabile
  • ROI: medio-basso

Telaio

  • Impatto: spesso sovrastimato
  • Costo: molto alto
  • ROI: basso (per l’amatore)


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Conclusione (anti-marketing)

La bici moderna è migliore.
Ma non è lei che ti fa andare forte.

Ti fa andare forte:

  • come stai in bici
  • cosa mangi
  • come gestisci lo sforzo
  • quanto riduci le resistenze inutili

Il nostro corso nasce esattamente da qui: non per venderti l’ennesimo componente, ma per insegnarti dove investire tempo, energie e soldi per ottenere veri miglioramenti, misurabili, ripetibili.

Perché nel ciclismo moderno:

i watt più economici non sono nel catalogo,
ma nelle scelte giuste.


CLASSIFICA DEI FATTORI DI PRESTAZIONE (WATT GUADAGNATI VS COSTO)
Pogačar vincerebbe anche con una bici cinese da 2.000 euro?


Probabilmente sì, se sapesse quale scegliere.

Non lasciare che sia il marketing delle grandi aziende a decidere quanto devi spendere per andare veloce.

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